


Noi eravamo qui
Descrizione del Progetto:
Le domande principali
I
- Cosa sono i segni che le persone lasciano per la strada?
- Come una persona può lasciare un segno della sua presenza in un determinato luogo?
- Come posso, come artista, lasciare la mia traccia (far vedere il mio percorso) trovando questi segni?
II
- I bigliettini da visita o quelli di pubblicità gettati per strada possono essere considerati come segni o come la presenza delle persone in questi luoghi?
- Questi biglietti cosa raccontano? E perché sono stati lasciati?
- Li possiamo considerare anche come dei ricordi?
Concetti principali del progetto:
- Traccia-impronta fotografica (fisicità dell’immagine);
- segno/lasciare la traccia;
- Rappresentazione di qualcosa;
La traccia implica:
- Il movimento del corpo nello spazio degli occhi/del pensiero;
Un percorso:
- Visivo/spaziale/mentale/concettuale;
Tendenza e Velocità:
- Seguire il percorso dei circuiti mentali per collegare punti nello spazio e nel tempo;
Oggetto magico:
- Stabilisce i rapporti, sviluppa la storia, ha una funzione narrativa;
I segni delle persone (i bigliettini) → Sono gli oggetti magici → stabiliscono il rapporto tra artista (io) e le persone → hanno una funzione narrativa → narrano dei ricordi, la vita, la presenza delle persone nel momento in cui si sono buttati via questi biglietti.
I biglietti, in realtà, sono gli oggetti che sono stati buttati via perché non interessanti. Ora però diventano oggetti d’interesse e magici, i quali dentro di sé hanno ricordi, memorie e le presenze delle persone.
Noi eravamo qui è un lavoro che ha delle dimensioni diverse:
- Un lavoro sulla traccia (percorso);
- Un lavoro sui ricordi, dei segni e delle presenze delle persone;
- Un lavoro collettivo che interagisce con le persone (in modo
- indiretto) le quali hanno un ruolo importante nel costruire l’opera;
I collegamenti del progetto con l’agency:
Italo Calvino parla di un vettore di trasformazione in Lezioni Americane; passaggio da una forma all’altra – trasformazione attraverso l’azione – una sorta di co-creare;
Agency: costruire la propria identità – dare corpo al desiderio – abbandonare tutti i limiti e i confini;
Installazione del progetto:
Una sala con le pareti e il tetto bianco. Sul pavimento è proiettata una mappa personale dall’artista sulla quale si può seguire il suo percorso nella città. Sulla mappa si trovano dei barattoli trasparenti che contengono della carta sminuzzata. Sono bigliettini distrutti con il distruggi documenti: cercando un passaggio da una forma all’altra, i barattoli contengono ciò che è stato trovato sparso per terra, nella città, nei punti in cui i barattoli stessi sono collocati sulla mappa. Nel fondo della sala c’è un tavolo bianco con il distruggi documenti, una scatola (con dentro scritti dell’artista e quaderni progettuali) e una radio. Gli spettatori, entrando nella sala, scorgono per prima la scritta “Noi eravamo qui” (titolo del progetto) posizionato per terra sulla mappa. Cominciano a camminare, vedono i barattoli e posso aprirli; sentono un audio che arriva dalla radio con i rumori e i suoi registrati in strada.