Le ombre volano nei miei ricordi e mi portano altrove
Ci siamo mai davvero chiesti se abbiamo il coraggio di lasciar andare?
Di lasciare scivolare via ciò che ci trattiene, senza contare ogni passo, senza pensare troppo?
Forse è un po’ un cliché: vivere il momento, godersi il viaggio e non solo il traguardo.
Perdersi, per poi ritrovarsi. Magari cambiati, magari più vivi.
E se provassimo a scegliere esperienze che comportano un po’ di rischio?
Non per il corpo, ma per l’anima.
Quel tipo di sfide che ci scuotono, che potrebbero — chissà — cambiare tutto.
Esperienze che sanno di libertà pura: vivere da soli, lasciare le nostre famiglie,
costruire una vita nostra, con nuove regole, scelte solo da noi.
Quand’è stata l’ultima volta che abbiamo fatto qualcosa per la prima volta?
Ci siamo mai davvero messi alla prova fuori dalla nostra comfort zone?
O, ancora meglio, fuori dalla nostra isola?
Forse la paura, l’insicurezza, quel brivido sconosciuto…
non sono nemici, ma segnali.
Forse sono lì per mostrarci quanto siamo forti davvero, per aiutarci a vedere fin dove possiamo arrivare.
Riflettiamoci.
“Le ombre volano nei miei ricordi e mi portano altrove”
è nato proprio da questa idea:
il desiderio di raccontare cosa significa scegliere di lasciare la propria isola.
Io l’ho fatto.
Ho lasciato la mia.
E ora, cinque anni dopo, mi ritrovo qui.
In un punto della mia vita in cui la solitudine è diventata una presenza costante.
Mi chiedo: ne è valsa la pena?
O è solo una bugia che mi racconto,
per non sentire questa solitudine così profondamente?
Per non sentire così intensamente il vuoto?